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Gruppo d’Azione Locale Terra d’Arneo

Azienda agricola Samali

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La famiglia Castriota Scanderbeg è di antichissima origine e nobiltà. Fu resa illustre da Giorgio (1405-1468), celebre principe degli Albanesi e condottiero invitto nella lotta contro i Turchi, fedele alleato della corona aragonese e del Papa che lo definì “Athleta Christi” e ” Defensor Fidei” per la sua strenua difesa della civiltà cristiana.

Alla morte di Giorgio, la vedova Andronica Arianiti Comneno trovò riparo in Italia presso la corte del re di Napoli, mentre il giovane figlio Giovanni fu infeudato delle terre di S.Giovanni Rotondo e Monte S. Angelo in Capitanata, poi permutate con il ducato di S. Pietro in Galatina e la contea di Soleto, in provincia di Lecce.

Unica erede diretta tuttora fiorente della Casa imperiale dei Paleologo di Bisanzio e della Casa reale dei Brankovic di Serbia in virtù del matrimonio di Giovanni, figlio di Scanderbeg, con Irene Brankovic Paleologo, la famiglia Castriota Scanderbeg fu ascritta al patriziato veneto con diploma del 1463 di Cristoforo Moro Doge di Venezia, alla nobilta’ napoletana e al patriziato di Lecce, e vestì l’abito di Malta nel1561. Ha dato questa famiglia illustri uomini d’armi ed ecclesiastici di alto rango, ed ha posseduto moltissimi feudi e casali, imparentando con le più illustri famiglie del tempo, tra cui Acquaviva d’ Aragona, Sanseverino di Bisignano, Gonzaga e Carafa.

Un ramo familiare ha governato la citta’ di Copertino con il titolo di conte, facendovi edificare, su una preesistente fortificazione angioina, il maestoso castello a pianta quadrangolare, costruzione fra le più ragguardevoli del Regno per mole ed eleganza del disegno, concepita e realizzata dal genio architettonico dello stesso feudatario Alfonso Castriota negli anni compresi fra il 1535 e il 1540.

Altro importante legame della famiglia Castriota con la terra di Copertino è costituito, appunto, dalla masseria Samali, rimasta in proprietà della famiglia per ben 400 anni, e ciò anche in virtù di un fedecommesso istituito nel 1629 da Donna Antonia Verdesca, vedova di Don Costantino Castriota Scanderbeg, che vincolava gli eredi a non “vendere, donare, permutare o in altro qualsivoglia modo alienare et in alius transferre la sua portione et parte d’heredità lasciando che possa disporre della legittima tantum, perché la volontà sua è che li beni siano delli figli nascituri delli detti suoi figli et heredi de legitimo corpore, in perpetuum…”.

English Version

La famiglia Castriota Scanderbeg è di antichissima origine e nobiltà. Fu resa illustre da Giorgio (1405-1468), celebre principe degli Albanesi e condottiero invitto nella lotta contro i Turchi, fedele alleato della corona aragonese e del Papa che lo definì “Athleta Christi” e “Defensor Fidei” per la sua strenua difesa della civiltà cristiana.

Alla morte di Giorgio, la vedova Andronica Arianiti Comneno trovò riparo in Italia presso la corte del re di Napoli, mentre il giovane figlio Giovanni fu infeudato delle terre di S.Giovanni Rotondo e Monte S. Angelo in Capitanata, poi permutate con il ducato di S. Pietro in Galatina e la contea di Soleto, in provincia di Lecce.

Unica erede diretta tuttora fiorente della Casa imperiale dei Paleologo di Bisanzio e della Casa reale dei Brankovic di Serbia in virtù del matrimonio di Giovanni, figlio di Scanderbeg, con Irene Brankovic Paleologo, la famiglia Castriota Scanderbeg fu ascritta al patriziato veneto con diploma del 1463 di Cristoforo Moro Doge di Venezia, alla nobilta’ napoletana e al patriziato di Lecce, e vestì l’abito di Malta nel1561. Ha dato questa famiglia illustri uomini d’armi ed ecclesiastici di alto rango, ed ha posseduto moltissimi feudi e casali, imparentando con le più illustri famiglie del tempo, tra cui Acquaviva d’ Aragona, Sanseverino di Bisignano, Gonzaga e Carafa.

Un ramo familiare ha governato la citta’ di Copertino con il titolo di conte, facendovi edificare, su una preesistente fortificazione angioina, il maestoso castello a pianta quadrangolare, costruzione fra le più ragguardevoli del Regno per mole ed eleganza del disegno, concepita e realizzata dal genio architettonico dello stesso feudatario Alfonso Castriota negli anni compresi fra il 1535 e il 1540.

Altro importante legame della famiglia Castriota con la terra di Copertino è costituito, appunto, dalla masseria Samali, rimasta in proprietà della famiglia per ben 400 anni, e ciò anche in virtù di un fedecommesso istituito nel 1629 da Donna Antonia Verdesca, vedova di Don Costantino Castriota Scanderbeg, che vincolava gli eredi a non “vendere, donare, permutare o in altro qualsivoglia modo alienare et in alius transferre la sua portione et parte d’heredità lasciando che possa disporre della legittima tantum, perché la volontà sua è che li beni siano delli figli nascituri delli detti suoi figli et heredi de legitimo corpore, in perpetuum…”.

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